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La biovendemmia 2020 Trebotti in Teverina vino, arte, cultura!

La Biovendemmia è ormai diventato un evento imperdibile che da anni si organizza in un'azienda bio sostenibile a Castiglione in Teverina nella Tuscia. Dalla mattina alla sera, una festa tra i filari con la raccolta dell'uva, la pigiatura dei bimbi, a cui seguono il pranzo nei vigneti con gli ottimi vini, musica e arte. Una giornata intensa, piena di emozioni per piccoli e grandi, immersi nella natura che si conclude in cantina con la degustazione dei Grechetti. Quest'anno l'Azienda Biologica Trebotti ha deciso di contenere il numero di partecipanti a 200 persone per garantire il divertimento nel rispetto delle normativa Covid. Prenotazione online obbligatoria su www.ecowineexperience.it

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Lockdown, filiera corta, km0 e la consegna vino a domicilio

L'emergenza COVID sta modificando le abitudini degli italiani (così come quelle di gran parte dei cittadini di tutto il resto del mondo) non ultime quelle alimentari legate all'approvvigionamento e all'utilizzo dei beni di prima necessità.

La diffusione del SARS-CoV-2 ha stravolto gli equilibri e le routine di qualunque settore merceologico. In primis quello agroalimentare, l'unico (insieme a quello farmaceutico) a tutti gli effetti irrinunciabile. Il rallentamento della circolazione delle merci all'interno della UE ha generato ritardi nell'approvvigionamento dei negozi. La chiusura di alberghi, bar,  ristoranti, locali con somministrazione (più in generale il   settore HORECA) ha messo in ginocchio esercenti, lavoratori e fornitori.

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Sentito parlare dei Vignaioli Indipendenti? Trebotti è FIVI

Dal 2017 l'Azienda biologica Trebotti aderisce alla FIVI: Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti

La Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti nasce nel 2008, seguendo il modello della Confédération des Vignerons indépendants de France (VIF), che a sua volta mosse i primi passi già nel 1976 quando, una manciata di vignaioli nel sud della Francia, creò un piccolo sindacato. Ad oggi la VIF conta più di 7000 vignaioli, distribuiti in 32 federazioni dipartimentali e 10 federazioni regionali, è riconosciuta da organi rappresentativi, decisionali e di concertazione dove è presente a livello nazionale, regionale e dipartimentale.

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La viticoltura biologica può ambire all’abbattimento totale delle emissioni climalteranti legate ai processi di vinificazione.

Il settore agricolo, su scala globale, è considerato uno dei principali emettitori di gas serra (con una stima di circa il 23% delle emissioni totali, se si considera anche la deforestazione e i cambi d’uso del suolo a fini della produzione agricola) responsabili, come confermato ormai da anni dalla comunità scientifica mondiale, dell’innalzamento della temperatura media del Pianeta e quindi del fenomeno noto come “Climate change”.

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Il settore agricolo, su scala globale, è considerato uno dei principali emettitori di gas serra (con una stima di circa il 23% delle emissioni totali, se si considera anche la deforestazione e i cambi d’uso del suolo a fini della produzione agricola) responsabili, come confermato ormai da anni dalla comunità scientifica mondiale, dell’innalzamento della temperatura media del Pianeta e quindi del fenomeno noto come “Climate change”.

Ruolo di attore principale in tal senso è soprattutto l’agricoltura intensiva che con l’ampio utilizzo di chimica impatta in modo molto significativo sull’ambiente (consumo di suolo, deforestazione, perdita di biodiversità, inquinamento delle acque e dell’aria, ecc.) soprattutto a causa degli alti livelli di emissioni di gas serra nell’atmosfera.

Viceversa un’agricoltura sostenibile, soprattutto se biologica, è in grado di svolgere un’azione di tutela e protezione nei confronti degli ecosistemi locali e del tessuto socio-economico delle comunità che la praticano. Oltre a tutte le esternalità positive che l’agricoltura biologica genera (tutela della biodiversità, protezione del suolo e delle acque, ecc.), il bilancio delle emissioni di gas serra è quello che più di tutti valorizza l’efficacia delle pratiche.

In particolar modo questo aspetto è stato indagato approfonditamente, nell’ambito della viticoltura mediterranea, in un articolo recentemente pubblicato su JCLP, dove sono state analizzate e quantificate tutte le componenti del bilancio del carbonio:

  • i flussi di carbonio di origine biogenica del sistema vigneto (cioè assorbimenti o emissioni legati a processi naturali come la respirazione del suolo e le attività metaboliche degli organismi vegetali),
  • le emissioni di carbonio di origine antropica legate alle attività agricole prima e di trasformazione in vino poi,
  • la rimozione del carbonio stoccato nella biomassa delle piante tramite le operazioni di gestione del vigneto (potature e raccolta dell’uva) e la quota reintegrata nel sistema vigneto tramite l’applicazione al suolo del compost derivato da tali residui.


L'Azienda campione, oggetto della sperimentazione, su cui si basa l'articolo citato è proprio l'azienda biologica Trebotti. I risultati ottenuti confermano la bontà delle scelte aziendali: l’utilizzo di pratiche biologiche e sostenibili nella viticoltura è in grado di generare un equilibrio tra emissioni ed assorbimenti portando quindi ad un bilancio totale in termini di gas serra pari a zero (se non addirittura talvolta anche positivo ossia dove è più la materia organica stoccata nei suoli e nella biomassa che quella perduta come emissione di CO2).

Come Azienda biologica Trebotti sin dall’inizio ci siamo posti l’obiettivo di diventare carbon neutral in modo da azzerare completamente l’impatto che i nostri processi produttivi possono avere sul clima. Dai primi anni di attività non solo ci siamo avvalsi dell’utilizzo di pratiche biologiche ma le abbiamo accompagnate con progetti e innovazioni finalizzati a rendere sempre maggiori le nostre performance in termini di ecosostenibilità.

Le acque reflue, che derivano dal lavaggio della cantina, vengono fitodepurate naturalmente da una comunità di piante e batteri e conservate pulite nel Biolago; tutti i residui agricoli (vinacce, raspi, stralci, potature, ecc.) contribuiscono a realizzare il nostro compost aziendale che usiamo come pacciamante ammendante e antierosivo nutrendo e proteggendo la vigna senza l’utilizzo alcuno di sostanze chimiche; usiamo bottiglie ultraleggere in modo da ridurre ulteriormente la nostra carbon footprint (meno peso quindi meno materie prime e meno trasporto) e quando questo non è possibile, grazie al progetto Gocce Zero Waste facciamo il vuoto a rendere in modo di recuperare quante più bottiglie possibile dai nostri clienti a fronte di uno sconto sugli acquisti successivi.

Questi sono solo alcuni dei progetti che in 15 anni di attività abbiamo sviluppato e che ci hanno permesso di essere tra le prime aziende vitivinicole italiane a misurare e certificare la propria carbon footprint. L’obiettivo primo è quello di rispettare gli ecosistemi che ci ospitano in modo da garantire a chi ci vive un ambiente salubre e a chi consuma il nostro vino un prodotto sano e di alta qualità.